Charles Schwab
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(foto From Wikipedia, the free encyclopedia – testo da http://www.donodislessia.it/grandi-manager-dislessici.html)
inventore del sistema di discount brokerage. Non sapeva di essere dislessico sino a quando questa condizione non è stata diagnosticata a suo figlio.
Andava bene in matematica, in scienze e negli sport, specie nel golf, e poté iscriversi all’Università di Stanford, ma con l’inglese era in difficoltà, rischiando addirittura di essere escluso dal college. Non riusciva a scrivere abbastanza in fretta per prendere appunti, per fissare i pensieri. Non riusciva a memorizzare frasi di più di quattro parole e durante il primo anno fu sul punto di essere espulso. Pensava di se stesso: “Devo proprio essere tonto”.
Era una sensazione di forte disagio, tanto che in seguito, insieme a sua moglie, ha creato una fondazione per sostenere i genitori di ragazzi con difficoltà di apprendimento.
Da adulto ha avuto grande successo negli affari, nel settore finanziario. Schwab dichiara che il suo pensiero non segue i passaggi del pensiero logico e sequenziale: “Spesso posso vedere la soluzione di qualche problema e sintetizzare in modo diverso e più rapido rispetto agli altri. Nelle riunioni riesco a prevedere la decisione da prendere per ottenere il risultato a cui tendiamo e questo disturba coloro che conducono la discussione attraverso passi successivi”.