Filippo Barbera (nato a Biella nel 1988) è un insegnante, pedagogista, autore e divulgatore italiano.
È uno dei primi e più noti maestri di scuola primaria in Italia con diagnosi di DSA. È una figura di spicco nella divulgazione scientifica e pedagogica sui Disturbi Specifici dell’Apprendimento, attivo formatore per docenti, famiglie ed educatori.
Ha pubblicato diversi libri di grande successo educativo, tra cui Dislessia al contrario e I DSA spiegati ai bambini, con l’obiettivo di abbattere i pregiudizi scolastici e promuovere una didattica inclusiva.
Nel libro Ti insegno come io ho imparato, l’autore attinge direttamente alla sua duplice esperienza di insegnante di scuola primaria e persona con DSA per offrire a docenti, genitori e studenti strategie pratiche, strumenti compensativi e metodi di studio mirati a superare le difficoltà scolastiche e valorizzare lo stile d’apprendimento di ciascuno.
Nel libro propone gli IppoTrucchi per le strategie. Perchè bisogna sempre tener presente l’Ippocampo
L’esperienza con la dislessia
Gli sono state diagnosticate dislessia, disgrafia e disortografia durante il percorso scolastico, dopo anni segnati da grave incomprensione, giudizi negativi ed emarginazione da parte del sistema scolastico.
Nonostante gli ostacoli, ha sviluppato strategie di studio e strumenti compensativi personalizzati che lo hanno portato a conseguire la laurea in Scienze della Formazione Primaria con il massimo dei voti.
Ha poi deciso di tornare proprio nella scuola primaria come maestro per garantire ai suoi alunni l’empatia e le metodologie che a lui erano state negate da bambino.
Curiosità
Nelle sue classi e durante i suoi corsi di formazione utilizza spesso l’arte, il disegno e il gioco di ruolo per spiegare ai bambini e agli insegnanti come funziona la mente di chi ha un DSA, dimostrando che la diversità di apprendimento è una risorsa e non una menomazione.
Frase famosa
“La dislessia non è una mancanza di intelligenza, ma un modo diverso di apprendere. Compito della scuola non è uniformare i cervelli, ma trovare la chiave giusta per far fiorire il talento di ciascuno.”