Giacomo Cutrera
Tag: annata 1980-1999, dislessici famosi
Giacomo Cutrera (nato a Brescia nel 1988) è un ingegnere informatico, autore e divulgatore italiano.

È una delle figure di riferimento in Italia per la sensibilizzazione sui DSA. È stato vicepresidente dell’AID (Associazione Italiana Dislessia) e coordinatore del Comitato Adulti AID. È diventato noto al grande pubblico per la pubblicazione del suo libro autobiografico e testimonianza Demone bianco e per la diffusione dell’omonimo audiolibro digitale, diventato un punto di riferimento fondamentale per famiglie, studenti e insegnanti in tutta Italia.
L’esperienza con la dislessia
Gli è stata diagnosticata la dislessia alla fine della terza media, dopo anni di enorme frustrazione scolastica, voti insufficienti e l’incomprensione dei docenti che lo ritenevano svogliato. La diagnosi ha rappresentato la svolta: ha imparato a utilizzare gli strumenti compensativi (come sintesi vocale e mappe concettuali) e le tecnologie digitali. Grazie alla perseveranza e all’adozione di un metodo di studio personalizzato, è riuscito a diplomarsi e a conseguire prima la laurea triennale e poi la laurea magistrale in Ingegneria Informatica con il massimo dei voti.

Quando mi sono iscritto a ingegneria informatica: paradossalmente, più il livello di apprendimento diventava difficile più il fatto di essere dislessico mi favoriva. Mentre a scuola, infatti, si privilegia uno studio mnemonico e automatico all’università devi capire attraverso il ragionamento come arrivare a una soluzione, la velocità e gli automatismi non contano. E per me, che per dire quanto fa 7×8 devo immaginarmi ogni volta 7 cassette con 8 mele, questo sistema di studio è più facile, più naturale. Ora, da ingegnere, mi rendo conto di quanto sia apprezzato per esempio il mio pensiero laterale, la capacità cioè di risolvere i problemi trovando soluzioni diverse e creative. Dote innata nei dislessici.
Curiosità
Il titolo della sua opera principale, Demone bianco, nasce da un’immagine molto vivida della sua infanzia: rappresenta il foglio di carta bianco che, durante le verifiche e gli esami a scuola, rimaneva desolatamente vuoto diventando una fonte d’ansia per l’impossibilità di tradurre i propri pensieri in parole scritte.
Frase famosa
“La dislessia non è una malattia da cui guarire, ma un modo diverso di funzionare. Con i giusti strumenti, quel foglio bianco smette di fare paura.”